PANEVIN A FAE 2026 ORE 20.30
- Parrocchia di Faè

- 3 gen
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Come da antichissima tradizione si rinnova il consueto appuntamento con il Panevin. Festa che affonda le sue origini in epoca pagana nel mondo contadino per propiziare l'anno nuovo e il raccolto. Il famoso proverbio che tutti conosciamo riporta:
"Se le fuibe le va a matina, ciol su 'l sac e va a farina. Se le fuibe le va a sera, polenta a pien caliera. Se le fuibe le va a 'l garbin, parecia 'l caro pa ndar a 'l mulin".
Vedremo quest'anno come saranno e cosa ci dovremmo aspettare!
Una piccola nota su una delle 'ucade' che vengono cantate in coro al momento della 'bubarada'. Il testo del noto canto dice:
El Panevin, la vecia su 'l larìn, la magna i pomi coti, la ne assa i rosegoti
Questo sembra banale, quasi fanciullesco, ma non lo è. La Vecia è la dea Reitia, la "mater antiqua" (Artemide) che diventa la "maràntega" bruciata. I "rosegoti" sarebberoi "redodesegoti" (i "dodese" re), ossia i 12 mesi. La vecia infatti si chiama anche "redodesega" ovvero la regina dei 12.
Altra grido importante 'par ciamar Panevin':
Che Dio ne dae la sanità e 'l Paaaaaaanevin! La pinza su 'l larin, la polenta su 'l fondal, viva 'l vecio carneval!
E perchè proprio il carnevale? Cosa c'entra? Perchè dal 6 in dialetto 'Pasqueta' inizia il periodo di carnevale secondo l'antica consuetudine.
Tra canti corali e momenti di condivisione popolare vi aspettiamo in questa tappa molto importante per la nostra cultura e civilità, un tappa obbligatoria per iniziare bene il nuovo anno e assicurarsi il raccolto dei campi, che ci dona la vita.
Redatto da Federico Battistiol e Giuliano Ros


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